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GEO tecnica

JavaScript e crawler AI: perché l’HTML iniziale è la base più sicura

Vercel non ha osservato esecuzione JavaScript in oltre mezzo miliardo di richieste GPTBot: il dato riguarda GPTBot, non tutti i crawler. Google può renderizzare JavaScript crawlable. La base più sicura è il contenuto essenziale nell’HTML iniziale, con verifiche separate per bot di ricerca, utente e training.

Maksim Gurchenkov (CEO, Apurichoumi Inc.)

Cosa sappiamo davvero

Vercel, insieme a MERJ, ha analizzato il traffico sulla propria rete. In quel campione, GPTBot generava oltre mezzo miliardo di richieste al mese e non mostrava esecuzione JavaScript; circa l’11,5% delle richieste scaricava file JS senza eseguirli. Il dato riguarda GPTBot. Non dimostra che Claude, Perplexity o ogni altro crawler si comportino nello stesso modo.

La tassonomia ufficiale evita errori di configurazione. Per OpenAI, OAI-SearchBot serve la ricerca, ChatGPT-User effettua visite richieste dagli utenti e GPTBot raccoglie dati per il training. Per Anthropic, Claude-SearchBot e Claude-User supportano ricerca e richieste degli utenti, mentre ClaudeBot è dedicato al training. Per Google, Googlebot alimenta Search e AI Overviews; Google-Extended controlla usi per Gemini e non l’inclusione o il ranking in Google Search.

Una pagina renderizzata solo lato client può consegnare HTML iniziale quasi vuoto ai fetcher che non eseguono JavaScript. Questo crea un rischio concreto per descrizioni e prezzi, ma non significa che il contenuto «non esista per tutta l’AI»: Google può renderizzare JavaScript crawlable. L’HTML iniziale completo resta la base più prudente e verificabile.

Verifica il tuo sito in tre minuti

  1. Disattiva JavaScript nei dev tools e ricarica le pagine chiave. Se il testo resta visibile, hai verificato una buona baseline nell’HTML iniziale; non hai simulato ogni crawler.
  2. Oppure clic destro → «Visualizza sorgente pagina» e conferma che il testo del corpo esista nell’HTML sorgente. Un nudo <div id="root"></div> è il segnale d’allarme.
  3. Controlla anche le impostazioni di CDN/WAF. Anche con i bot AI permessi nel robots.txt, alcune CDN li bloccano di default — una causa nascosta frequente: un’analisi di Otterly su oltre un milione di citazioni AI ha rilevato che il 73% dei siti presenta barriere tecniche che bloccano i crawler AI.

Le tue opzioni

Google Search può renderizzare JavaScript crawlable, e le sue funzionalità AI usano pagine indicizzabili e idonee agli snippet. Per gli altri sistemi, capacità e tempi di rendering variano e non vanno dedotti dal solo test GPTBot. SSR, SSG o prerendering restano la baseline più sicura per rendere il testo essenziale disponibile nel primo response HTML.

In sintesi

La verifica iniziale è semplice: testo essenziale presente nell’HTML e nessun blocco involontario in robots.txt, CDN o WAF. È una misura di prontezza tecnica, non una garanzia di indicizzazione o citazione.

Termini correlati: AI crawler, RAG, GEO

Fonti

  1. Vercel, “The rise of the AI crawler”
  2. OpenAI, “Overview of OpenAI Crawlers”
  3. Anthropic Help Center, “Does Anthropic crawl data from the web?”
  4. Google for Developers, “Google's common crawlers”
  5. OtterlyAI, “The AI Citation Economy: 1+ Million Data Points”
  6. Google Search Central, “AI features and your website”
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