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Misurazione e metriche

L'audit AI gratuito: che cosa contiene il report PDF

L'audit AI gratuito misura ChatGPT e Google AI Overviews su cinque assi e analizza le pagine valutabili del sito. L'email di completamento apre i risultati nella dashboard; dall'Overview puoi generare su richiesta un PDF con un numero di slide variabile in base ai dati. Nessuna carta richiesta.

Maksim Gurchenkov (CEO, Apurichoumi Inc.)

Un audit completo — ora gratuito per tutti

Abbiamo aperto a tutti l’audit AI del brand gratuito. Non è una demo né un «controllo a query singola»: usa la stessa pipeline di ricerca, entro i limiti del piano Free. La registrazione e il primo audit non richiedono carta, e Free è un piano permanente. Quando i risultati sono pronti, l’email porta alla dashboard. Il PDF non viene allegato né generato automaticamente: si crea su richiesta dall’Overview e il numero di slide varia in base alle sezioni per cui esistono dati.

Perché conta: sempre più percorsi d’acquisto iniziano con una domanda a un assistente AI, non con una barra di ricerca. L’audit mostra come ChatGPT e Google AI Overviews rispondono sul tuo brand, sui competitor e sulle fonti — e cosa farci. È la prima misurazione del ciclo chiuso della gestione della rappresentazione nell’IA (AI Representation Management), la disciplina all’interno della quale operano le tattiche GEO, LLMO e AEO.

Cosa succede davvero durante l’audit

Dietro la parola «audit» ci sono più indagini parallele — e il report ne rende visibile la profondità:

  1. L’onboarding parte dal dominio. Inserisci il dominio e, facoltativamente, fino a tre competitor. Suparanku genera quindi il profilo dell’attività, i topic e i prompt iniziali dai dati disponibili; non devi confermarli in un wizard separato.
  2. La scansione dei motori AI. Ogni prompt viene eseguito su ChatGPT e Google AI Overviews, con tre campioni per coppia prompt–motore, e le risposte vengono analizzate su cinque assi: visibilità, posizione, sentiment, competitor e fonti citate. SparkToro ha rilevato che liste di brand e ordine variano tra esecuzioni. Tre campioni riducono il rumore del singolo run, ma restano direzionali: non stabiliscono significatività statistica né causalità.
  3. L’audit del sito. Una scansione fino a 1.000 pagine esamina robots, dati strutturati, meta tag, link rotti e struttura. L’SRPS viene calcolato solo per le pagine valutabili; URL binari, non applicabili o senza dati sufficienti non ricevono un punteggio. La home include anche un controllo approfondito con metriche di laboratorio Lighthouse.
  4. Le raccomandazioni. I gap emersi da scansione e audit diventano automaticamente una lista di azioni prioritizzate. I brief di contenuto si generano invece su richiesta: il piano Free ha quota zero e non include un brief pronto per ogni raccomandazione.

Ora la parte interessante — come appare tutto questo nel report. Tutti gli screenshot qui sotto provengono da un report dimostrativo per il brand fittizio Mikazuki: numeri, domini e competitor sono tutti inventati; è mostrata solo la struttura di un report reale. L’intestazione «Suparanku × Supasaito» sulle slide è co-branding per i partner: i partner pubblicano report con il nome della loro azienda accanto al nostro.

Slide demo 1: il quadro completo in una pagina

Slide 1 — la copertina del report

Slide 1 del report dimostrativo — la copertina.

Il report si apre con la sintesi di tre risposte chiave: come appare il sito ai crawler AI (punteggi SRPS e Lighthouse), dove vieni trovato lungo il funnel — con la distinzione tra query branded e non branded, e in quali topic i competitor sono davanti a te. A sinistra — su cosa si basa il report: motori, topic × prompt × campioni, pagine scansionate, competitor, menzioni e fonti. È la slide da mostrare a un dirigente al posto dell’intera presentazione: dove si trova il brand adesso, su una sola schermata, con i rimandi alle slide di dettaglio.

Slide demo 8–15: prontezza tecnica per i sistemi di retrieval

Il blocco dell’audit mostra la prontezza tecnica: dominio e controlli robots, verifiche di pagina, struttura, link rotti, segnali di anteprima social e prestazioni della home. Non prevede se un sistema AI citerà il sito.

Slide 14 — Core Web Vitals della home

Slide 14 — le metriche di velocità lab della home (Lighthouse).

La demo confronta LCP, CLS, TBT, FCP, Speed Index e TTI con le soglie di Lighthouse. In questo test di laboratorio LCP e CLS sono nella fascia buona, mentre Total Blocking Time è rosso e indica lavoro sul main thread da indagare. Lighthouse non misura i Core Web Vitals degli utenti reali: dati sul campo come CrUX o RUM possono differire.

Slide demo 21: dove esattamente ti trovano — e dove no

Poi il report passa alla visibilità AI. I prompt dell’audit sono etichettati per fase del funnel, e la visibilità è calcolata per singola fase.

Slide 21 — visibilità AI per fase del funnel

Slide 21 — visibilità per fase del funnel e distinzione tra query branded e non branded.

Qui la storia più comune diventa visibile: nelle query che nominano già il brand c’è visibilità (50% nell’esempio), mentre nelle query non branded — dove chi compra sceglie tra sconosciuti — è solo il 6%, benché quelle query rappresentino il 92% del corpus. È il gap su cui lavorano le raccomandazioni.

Slide demo 26: chi cita l’AI quando risponde sulla tua categoria

Slide 26 — fonti e categorie

Slide 26 — la composizione delle fonti citate e i domini principali.

Le risposte AI si appoggiano alle fonti, e il report le mostra per intero: come si distribuiscono i tipi di fonte (aziendali, proprio sito, social, PR, recensioni) e quali domini vengono citati di più. Il tuo sito è evidenziato nella lista — vedi subito in che posizione sta tra decine di domini-fonte e chi occupa le posizioni sopra di te.

Slide demo 28–29: gap di competitor e fonti

Il blocco competitor parte da un confronto onesto per topic.

Slide 28 — dove i competitor ti superano per topic

Slide 28 — quota di risposte AI con una menzione: tu contro ogni competitor monitorato, per topic.

Per ogni topic vedi quale quota di risposte prende ciascun brand e il divario in punti percentuali. I prompt branded sono esclusi dal confronto — misura esattamente la lotta per le risposte non branded.

Slide 29 — le fonti dei competitor

Slide 29 — domini le cui pagine menzionano in modo verificabile ciascun brand.

Questa vista mostra i domini le cui pagine menzionano in modo verificabile ciascun competitor. È un’evidenza utile per indagare un gap di fonti, ma non dimostra perché il competitor sia avanti né che pubblicare sugli stessi domini produrrà lo stesso risultato.

Slide demo 32: cosa fare — per priorità

Slide 32 — raccomandazioni

Slide 32 — raccomandazioni prioritizzate su tre direzioni.

Il report non si chiude con delle conclusioni ma con un piano: raccomandazioni su tre direzioni — contesto, tecnica, contenuti — con le priorità. Ognuna è legata a un gap concreto emerso dall’audit: mancano i link sameAs — ecco un compito; l’AI raccomanda competitor in un topic dove sei assente — ecco un compito; JavaScript pesante — ecco un compito. Le liste complete vivono nel prodotto. I brief di contenuto non sono pre-generati: si creano su richiesta sui piani che dispongono della relativa quota; Free non ne include una.

Il report non devi nemmeno leggerlo tu — siamo AI-friendly

Il server MCP di Suparanku consente ai client esterni compatibili di recuperare dati dell’audit, metriche, raccomandazioni e metadati del report. Gli strumenti di scrittura autorizzati possono richiedere un report o aggiornare campi del workflow. La disponibilità dipende dal supporto MCP, dal piano e dalle impostazioni dell’amministratore del client, oltre che da accesso aziendale, ruolo, scope, quote e restrizioni Suparanku. MCP è disponibile sui piani a pagamento attuali.

Come ricevere il tuo report

  1. Registrati — nessuna carta necessaria.
  2. Inserisci il dominio e, se vuoi, fino a tre competitor; il sistema genera profilo, topic e prompt iniziali.
  3. Quando l’audit è pronto, l’email apre i risultati nella dashboard.
  4. Nell’Overview scegli l’esportazione PDF: il report viene generato su richiesta.

Il report è generato nella lingua selezionata dell’interfaccia. Sezioni e numero di slide dipendono dai dati disponibili. I numeri di slide in questo articolo identificano solo la demo Mikazuki: nel report di un cliente le sezioni possono avere numeri diversi o non comparire.

Onesti sulle aspettative

L’audit non promette crescita né dimostra perché una metrica abbia un certo valore. Registra una baseline e genera una coda di lavoro. I piani a pagamento aggiungono misurazioni programmate e quote di brief on-demand; la pubblicazione resta al cliente, all’agenzia o a un agente autorizzato. Le scansioni successive mostrano che cosa è cambiato senza trasformare la correlazione in prova causale.

Fonti

  1. SparkToro (Rand Fishkin), «AIs are highly inconsistent when recommending brands/products»
  2. web.dev (Google), «Web Vitals» — metriche e soglie dei Core Web Vitals
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